Elektor presentò il progetto del tester per batterie di W. Zeille nel numero di luglio/agosto 1998. Il dispositivo fa esattamente ciò per cui è stato progettato: verifica le reali condizioni di una batteria sotto carico. Il circuito utilizza esclusivamente componenti standard, mantenendo bassi i costi e semplice la costruzione. Al posto di un delicato strumento a bobina mobile, la tensione della batteria viene indicata da un robusto display a LED a stato solido. Una particolare caratteristica del progetto consente di accendere un LED anche con tensioni inferiori a 1 volt, rendendo il tester adatto a controllare quasi tutte le batterie di piccole dimensioni.

Il Circuito

Nell’articolo originale dedicato al progetto, Elektor e Zeille osservarono che, sebbene lo schema del tester per batterie fosse semplice, avrebbe potuto esserlo ancora di più utilizzando il tradizionale strumento a bobina mobile per la visualizzazione. A causa della fragilità e del costo di un simile strumento meccanico, il team decise di sostituirlo con un’alternativa completamente elettronica: una serie di LED di colori diversi. Per accendere un LED, tuttavia, era necessaria una tensione compresa tra 1,6 V e 2,4 V. Si trattava chiaramente di un problema quando la fonte di alimentazione era una batteria da 1,5 V!
Tester per batterie 1
Il tester per batterie è semplice. A K1 può essere collegata qualsiasi pila a secco da 1,5 V,
mentre K2 viene utilizzato per le batterie da 9 V in formato PP3.
«Il problema è stato risolto ricorrendo all’aiuto di un multivibratore astabile (AMV)», osservarono Elektor e Zeille. «In questo caso, l’AMV è costruito attorno a T1 e T2 e converte la tensione di 1,5 V della batteria collegata a K1 in una tensione alternata superiore a 5 Vpp, generata ai capi dell’induttanza L1. La frequenza di uscita dell’AMV è di circa 11 kHz.»

Due LED sono collegati in parallelo a L1. La resistenza in serie R4 è associata al LED rosso D1. Il suo valore è stato scelto in modo che il LED si accenda quando la tensione di ingresso supera di poco 1 V. Il LED verde D2 utilizza un diodo Zener al posto di una resistenza. Il diodo consente al LED di accendersi quando la tensione della batteria è pari o superiore a 1,3 V.

 
Tester per batterie 3
Il progetto utilizzava fili corti e flessibili. 
«Sebbene il tester assorba una corrente di circa 30 mA, il carico è troppo leggero per verificare adeguatamente una batteria», osservarono Elektor e Zeille. «Per questo motivo, la resistenza R6 è collegata in parallelo ai terminali della batteria. Il valore di 10 Ω indicato nello schema elettrico deve essere considerato un buon compromesso per i tipi di batteria più comuni. Se si controllano esclusivamente pile “lady” o “stilo”, la corrente di carico può essere leggermente ridotta aumentando R6, ad esempio, a 15 Ω. Per le pile “baby” e “mono”, invece, può essere preferibile adottare una corrente di carico leggermente superiore, riducendo il valore di R6 a circa 6,8 Ω. I più rigorosi potranno naturalmente installare un commutatore di carico per scegliere tra i due valori di resistenza.»
 
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Indicazione del risultato

Utilizzo del Tester per Batterie

Per collegare la batteria da 1,5 V da esaminare al connettore K1 della scheda venivano utilizzati due fili corti e flessibili. Elektor avvertiva: «Attenzione alla polarità!». I LED D1 e D2 indicavano quindi lo stato della batteria. Una batteria veniva considerata «buona» soltanto se il LED verde si accendeva con un’intensità adeguata.

Per rendere il tester il più versatile possibile, venne aggiunta anche un’opzione per verificare le batterie da 9 V (PP3). Queste batterie potevano essere collegate a K2 e il circuito di prova era costituito semplicemente da un LED giallo (D4), un diodo Zener (D5) e una resistenza (R5) collegati in serie. I valori scelti per i componenti permettevano al LED di accendersi quando la tensione della batteria superava 7,5 V.

Il Progetto del Tester per Batterie

L’articolo originale, «Tester per tutte le batterie da 1,5 V e 9 V», apparve nel numero di luglio/agosto 1998 di Elektor. È possibile leggere gratuitamente l’articolo nelle due settimane successive alla pubblicazione di questo post. Buona lettura!
Nota dell’editore: questo articolo apparve per la prima volta in un’edizione di Elektor del 1998. Data l’età del progetto, i componenti potrebbero non essere più disponibili. Riteniamo tuttavia che questo circuito possa ispirarvi a realizzare un vostro progetto.
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